L’amara sorte del Canale dei Mulini

Il taglio a Tebano

Il taglio a Tebano

Abbiamo appena parlato a Castel Bolognese, in una partecipata assemblea, di valorizzazione del Canale dei Mulini. E della bella iniziativa messa in atto a Fusignano, sostenuta dalla loro Amministrazione comunale, di fare crescere un bosco di piante autoctone a fianco del canale, nel loro territorio.

Oggi siamo informati dalla stampa locale e da Legambiente che a Fusignano, si stanno abbattendo decine di alberi secolari in vita presso il Canale. Non si conoscono pubblicamente le ragioni. Esattamente come quando analogo scempio fu compiuto nei mesi scorsi nel boschetto della diga steccaia di Tebano, a Castel Bolognese, dove il Canale dei Mulini nasce.

C’è veramente da chiedersi a che gioco giochiamo. E se la prassi dei fatti compiuti, propria della cattiva politica, possa continuare ancora a lungo. Abbiamo in provincia di Ravenna un bene architettonico – culturale – ambientale – paesaggistico – turistico – da conservare, come il Canale dei Mulini, del quale tutti, a parole, dicono un gran bene; abbiamo tante associazioni e tanti volontari che dedicano lavoro e passione a questo obiettivo (vedasi il lavoro che si sta facendo al Molino Scodellino di Castel Bolognese) e ogni giorno che passa ci accorgiamo che chi dovrebbe sostenere, rema contro.

Come tanti, ci aspettiamo che chi di dovere renda conto delle azioni che si stanno compiendo a Fusignano. Confidando di avere maggiore fortuna rispetto a quanto abbiamo dovuto constatare a Castel Bolognese, dove nessuno ha avuto voglia di capire e spiegare perchè quegli alberi (alla diga steccaia) siano stati tagliati.

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