Amianto in assemblea

La presidenza del convegno. Parla l’avvocato Gianni Casadio

L’incontro di mercoledì 1 marzo sul tema dell’amianto è stato molto interessante. Il pubblico non era quello delle grandi occasioni. Comunque una platea discreta. Erano presenti gli amministratori comunali, Sindaco in testa, rappresentanti dei gruppi politici e diverse decine di spettatori.

Sicuro apprezzamento per le persone che avevamo chiamato a parlare delle varie problematiche dell’amianto. Luca Della Godenza ha illustrato la delibera del comune; abbiamo ascoltato il punto di vista del medico di Medicina del Lavoro Gianpiero Mancini; dell’avvocato della tutela del lavoro Gianni Casadio; di Claudia Ferrari della Regione, esperta nei temi ambientali connessi all’amianto. Infine Idilio Galeotti, rappresentante di un’associazione delle Famiglie degli esposti.

Possiamo dire di avere avuto conferma della pericolosità costituito dai materiali in amianto, come l’eternit. Di come sarà bene che chi ha ambienti coperti da amianto in cattive condizioni, se ne liberi quanto prima, rimuovendolo secondo le regole fissate. Oppure, se è ancora in buone condizioni – ma non troppo – lo trattino con le opportune vernici per evitare che rilasci fibre al vento.

Abbiamo capito dai cittadini intervenuti che non c’è sufficiente chiarezza circa le modalità di consegna delle piccole quantità (fino a 400 chilogrammi). A queste persone e a chi avesse dubbi diciamo di rivolgersi all’apposito ufficio in Comune. Abbiamo preso atto che, al momento, la Regione non sta stanziando risorse per aiutare la dismissione dell’etenit, particolarmente per quanto riguarda i capannoni produttivi.

Infine una novità. Claudia Ferrari ci ha detto che la tecnologia per inertizzare l’amianto a fatto ultimamente passi in avanti significativi. Portandolo ad elevata temperatura in forni particolari, le fibre nocive spariscono. Di conseguenza poi il materiale potrà essere utilizzato per diversi usi. Questa tecnologia – elaborata presso l’Università di Modena – si dimostra sicura dal punto di vista ambientale ed è certo che costa meno rispetto le discariche.

Ci si chiede perchè questa modalità di trattamento dell’amianto (più conveniente e sicura) non prenda piede. Si potrebbe sospettare che al momento l’abbiano vinta i tanti interessi collegati alle discariche (l’amianto viene impacchettato e sepolto). Vedremo.

Intanto però pare opportuno divulgare la scheda tecnica relativa agli studi del progetto dell’Università modenese. Domani la pubblicheremo per dare a tutti la possibilità di approfondire l’argomento.

 

 

 

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