Cosa fare, è l’ora del dibattito

Mentre siamo in attesa di conoscere il parere della Giunta comunale circa il programma di iniziative – vedere art https://www.pietrocosta.org/2019/iniziative-sui-temi-ambientali-il-programma-si-precisa/  – sulle tematiche ambientali di attualità per le quali abbiamo chiesto il Patrocinio dell’Amministrazione comunale, informiamo che il 5 dicembre avrà luogo la prima iniziativa. Partiremo con gli alberi, la loro funzione in generale e particolarmente nelle città inquinate, come vanno curati e quanto bene occorre volergli.

Detto questo informiamo anche che sabato 23 novembre ci sarà l’assemblea dei soci della Pietro Costa. Non sarà la solita assemblea di fine anno dove facciamo il bilancio, parliamo delle iniziative prossime e lanciamo il tesseramento. Sarà anche questo, ma parleremo anche di altro.

Ci sono due novità. Una è che la nuova normativa sul Terzo settore ci impone adempimenti non formali su cui dovremo discutere e decidere. La seconda novità è che il clima sta cambiando. Non solo quello dell’atmosfera, anche quello politico. E sta cambiando in peggio, dal mio punto di vista.

Allora dobbiamo interrogarci e chiederci se un’Associazione come la Pietro Costa abbia ancora senso di esistere, oppure se non sia il caso di chiuderla qui. La domanda è rivolta innanzitutto ai “soci fondatori”, poi ai soci, infine ai cittadini.

Ci sarebbero delle ragioni sia per l’una che per l’altra cosa.

E’ legittimo pensare che le categorie della politica sono cambiate, che destra e sinistra non esistono più, che sia giunto il momento del sovranismo, della competizione darwiniana, del potere da gestire come clava.

Oppure si può pensare che solidarietà, uguaglianza, cultura, ambiente, pace, lavoro, diritti – categorie fondamentali di un largo schieramento di forze progressiste del secolo scorso – possono e debbano continuare a vivere e prosperare, certo,  tenendo conto degli enormi cambiamenti sociali e produttivi intervenuti e non terminati.

Cosa vogliamo fare? Sapendo che la strada della continuità è quella più irta e faticosa. Perchè comporta l’assunzione di responsabilità morali, materiali e impegni di lavoro da svolgere con costanza e tanta passione.

Sono certo che la saggezza di chi legge queste parole saprà illustrare la giusta via. Spero e mi auguro che in tanti vogliate intervenire, usando la rubrica dei commenti che questo sito e vari social prevedono, oppure contattandoci – il mio n telefonico è 3400532380.

Tags:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *