Liberazione e Resistenza, valori da conservare

Stamane abbiamo celebrato la liberazione di Castel Bolognese dall’occupazione nazi-fascista e la fine della seconda guerra mondiale. Davanti ai monumenti che ricordano quelle atroci sofferenze patite e le morti, i pensieri corrono. Possono assumere colorazioni diverse, ma non tali da offuscare la verità storica: nazioni e soldati giunti da ogni parte del mondo sacrificarono le loro vite per sconfiggere il nazismo tedesco. L’Italia che fu dalla parte sbagliata perchè lì l’aveva collocata Mussolini e il fascismo, si riscattò agli occhi del mondo grazie alla lotta di Liberazione, quandi ad una guerra civile, combattuta da tutte le espressioni antifasciste di allora. Ebbe torto il fascismo, furono dalla parte della ragione coloro che il fascismo combatterono.

Sentire in questi giorni che un Ministro della Repubblica, nata dalla Resistenza e dalla Liberazione al e dal fascismo, pone sullo stesso piano il torto e la ragione non fa arrabbiare: fa semplicemente pena. Sta alla coscienza civile di ogni democratico e antifascista, respingere con la fermezza e la ragione quei meschini tentativi di occultare la ragione per fini di potere.

La Resistenza quindi deve continuare, tramandandone il valore ai giovani, perchè non si dimentichi. Sono certo che è quello che fanno la maggioranza dei genitori e degli insegnanti, ma potrebbe non bastare. Allora occorre interrogarsi su cosa può fare la società nel suo insieme per cementare e dare forza al valore della libertà e al significato della nostra Liberazione per conquistarla.

Ieri al corteo, osservando i ragazzi delle scuole presenti con i loro insegnanti, mi sono chiesto cosa sarebbe restato in loro di quella giornata. Ed ho pensato che forse bisognerebbe aggiungere qualcosa di visivo e di immaginario. Parlandone a tempo qualcosa si può inventare.

 

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