L’Unione fa la forza

La sala del Teatrino del Vecchio Mercato

Che l’unione faccia la forza è un assunto incontestabile e di un valore quasi assoluto. Penso che questo sia valido anche per i comuni, anche se i problemi sono tanti e spesso complicati. Sono pienamente legittime anche opinioni diverse, come quella di chi avrebbe preferito le fusioni dei comuni, invece dell’Unione.

Si poteva pensare ad un unico comune della collina e ad uno della pianura, più Faenza. Avere potuto compiere quella scelta avrebbe voluto dire portarsi a casa 20-25 milioni a fondo perduto. Tale era l’incentivo fra Stato e Regione. Con quella somma ognuno dei 5 comuni avrebbe potuto realizzare 2-3 opere da due milioni. Risolvendo così problemi del momento di grande portata.

Però di problemi ne sarebbero sorti altri, come quello della gestione di fondamentali servizi che per essere efficaci ed efficienti necessitano di una visione su larga scala. Ricordo che per il faentino la gestione associata dei Servizi Sociali fra tutti i comuni – decisa alla fine degli anni novanta, ha permesso un livello quali-quantitativo altrimenti non possibile, particolarmente per i comuni minori.

Inoltre la scelta della fusione dei comuni, avrebbe richiesto un livello superiore di coordinamento territoriale, che avrebbe potuto essere svolto dalle Provincie, se però nel frattempo non fossero state smantellate.

Ultimo aspetto è poi quello del consenso dei cittadini, se la strada delle fusioni si è interrotta, con ogni probabilità deriva dal fatto che chi amministra ha capito che in questa fase storica i cittadini non avrebbero accettato, per mezzo di un referendum cogente, tale scelta.

Alla luce di queste problematiche la scelta dell’Unione appare forse essere quella più conveniente. Certo con tanti problemi da risolvere. Fra i quali quello del garantire la potestà delle decisioni politiche ai singoli Consigli comunali, in quanto organi eletti e il tema della pari dignità fra gli Enti uniti. A questi si aggiunge l’aspetto della partecipazione dei cittadini che non deve affievolirsi, ma che, anzi, deve essere stimolata.

Di questo e di tanto altro si è discusso ieri sera al Teatrino a Castel Bolognese nel corso di un’assemblea certamente partecipata. Abbiamo messo a confronto opinioni diverse, come si conviene fra persone e contesti civili, che si sono espresse liberamente e col dovuto rispetto. Abbiamo dato così la possibilità ai cittadini che hanno partecipato, ponendo le loro domande tramite i social, di essere maggiormente informati e resi consapevoli. Per la nostra Associazione e per la sua funzione, questo è ciò che vale.

Desidero ringraziare i cittadini che hanno partecipato all’iniziativa e l’Amministrazione comunale che l’ha patrocinata, concedendoci l’uso gratuito della sala. Ringrazio Daniele Meluzzi e Andrea Palli i quali, in quanto amministratori dell’Unione, hanno interloquito e risposto alle domande del pubblico, garantendo il pluralismo delle opinioni. Grazie a Claudio Facchini, dirigente dell’Unione, che ha presentato gli aspetti giuridici e normativi di fondo dell’Ente.

Grazie poi a Matteo Mingazzini che ha condotto il dibattito con capacità, conoscenza e arguzia, meritando il plauso e la simpatia dell’assemblea e grazie a Lucio Borghesi che ha rappresentato nell’occasione la Pietro Costa.

La presidenza dell’Assemblea

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