“Bisognerebbe fare gruppo”

Dopo Mi dispiace ho ricevuto una mail da un nostro socio che, col suo permesso, condivido.

“Anche se il momento è buio bisogna guardare avanti…e la Pietro Costa è facile che si trovi a dover fare i conti con le diverse personalità dei suoi soci cominciando da me. La sua nascita ha precorso i tempi. Era riuscita ad unire diverse anime politiche in nome di una persona che io non ho conosciuto, ma che nella mia casa adottiva quando si parlava di Pietro ci si sciacquava la bocca prima, in special modo mio suocero pur avendo diversi orientamenti politici.

Naturalmente un gruppetto aveva aderito in funzione del mulino e la presentazione fu un bel momento senza qualche mal di pancia. Ma al primo bivio siamo usciti subito di strada, e quì sono entrati in scena il gatto e la volpe (con simpatia, li chiamo così). Il primo, passate le elezioni, da uno scambio di vedute con (…) vengo a sapere che l’impegno sul mulino è scemato: non ci sono soldi per le iniziative, a questo punto il gruppetto chiede di ricorrere al piano b: l’Associazione e quì entra in scena la volpe. Naturalmente la colpa è ricaduta su (…) e un poco anche su (…) (ma lui è stato zitto) pur mettendomi in guardia dalla volpe nessuno ha fatto proposte…. Penso che quella sera l’Associazione si sia un poco disorientata. Ora ti dico queste cose perchè per quel che mi riguarda avevo una grande aspettativa nella P.Costa a riguardo del mulino e tutto quello che ne poteva derivare, assieme ad altre iniziative culturali. Naturalmente questo mio diverso atteggiamento come tu sai l’ho pagato finito i lavori importanti. Per ultimo la P.Costa non avrebbe trattato il comune come un bancomat e forse non avrebbe celebrato nessuno.

Ritorniamo a noi, essendo soci in varie altre associazioni bisognerebbe fare gruppo con altre realtà affini magari salvaguardando il nome dell’associazione. Ci aggiorniamo appena saremo usciti (non so come) da questo incubo sperando sia di monito ai sopravvissuti. Ti lascio sorridendo perchè mi è venuto in mente un aneddoto sulla nostra generazione….b. notte.(…).”

Questa la mail. Ho chiesto poi quale fosse l’aneddoto. Eccolo.

“L’ aneddoto è una battuta che ci siamo scambiato più volte fra noi: siamo fortunati…nati dopo la guerra… abbiamo avuto il boom economico… abbiamo avuto lavoro, possibilità di curarci, fare studiare i nostri figli, avere l’auto, fare le vacanze,curare i nostri hobby e poi abbiamo anche maturato la pensione presto. Ora questo virus è la nostra guerra perchè a mio parere siamo proprio noi che stiamo accusando più di tutti questa situazione come una lesa maestà (naturalmente mi riferisco ai nati nel decennio 46/56). Ho molti contatti e non mi capacito dell’ingenuità con cui si affronta questa situazione, i furbetti che pur di uscire farebbero carte false, chi ha passato la vita in funzione del denaro ed il loro unico problema ora è come recuperarlo (mi dispiace per quelle persone che quella sommetta era il loro vitalizio) qualcuno si è lamentato che gli hanno spostato il viaggio già programmato, e così via… . Si potrebbe anche sorridere ma a mio parere può diventare una cosa seria se non ci mettiamo in testa che tutto questo è passato, ed ora dovremo rimboccarci la maniche. Tutti col massimo rispetto fra noi, i Comuni, le Regioni e lo Stato.”

Ndr – Grazie.

Tags:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *